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Hi Cagliari: Sezione Panorami

Vista sulla città di Cagliari Cagliari vista dall'alto Scorcio di mare poetto Vista dal Bastione di Saint Remy

Uno scorcio di mare tra gli alti palazzi, viuzze silenziose, il bucato steso ad asciugare. I luoghi da visitare a Cagliari sono altrettanti, piccoli panorami. Cartoline che restano impresse negli occhi e nel cuore, in cui rifugiarsi durante il rientro a casa e da rinnovare al prossimo soggiorno in città.

Che sia animato da voglia di innamorarsi, di scacciare pensieri molesti, dimenticare il lavoro, spolverare un ricordo, a Cagliari, le emozioni troveranno quiete nei Panorami dell’anima. Un tour che ti condurrà lungo la pace di un panorama all’alba. Negli scorci che si aprono all’improvviso, tra una torre e una terrazza e palazzine di bambole. In un volo di fenicotteri, tra lagune e mare. La città sarà generosa, penserà a te, ti cullerà. Tu, pensa solo a lasciarti andare. Il viaggio sarà inedito, le emozioni indelebili.

Il percorso panorami su Hi Cagliari

In questa sezione troverai anche itinerari concentrati sui quartieri storici della città. Tra i vicoli di Marina, sarà una passeggiata tra i siti più significativi di un rione dalle origini molto antiche che, durante il periodo aragonese, divenne il fulcro dell’ attività commerciale cagliaritana. Le sue caratteristiche stradine, grazie a un attento lavoro di restauro, stanno riscoprendo il loro antico splendore. Negli ultimi anni, “Lapola” ha assistito a un graduale popolamento da parte delle etnie straniere, che hanno ravvivato il commercio e diversificato l’offerta gastronomica locale, restituendo al rione la sua anima vivace e multietnica. Da scegliere anche solo per una passeggiata tra le facciate delle palazzine restaurate, e verniciate di colori accesi.

Sempre in prossimità del porto, si approda Sopra i tetti di Stampace, un dedalo dalla bellezza antica da gustare rigorosamente a piedi, con i suoi Balconcini in ferro battuto, facciate caramella alternate a chiese severe, i panni stesi ad asciugare. In prossimità del 1° maggio, festa di Sant’Efisio, il quartiere diventa un fiume umano, di fedeli e turisti accorsi per la vestizione e partenza del santo. E a fine luglio, la festa di Cuccurus Cottu inebria l’aria di profumo di malloreddus e pesce distribuito per strada. Meno folkloristico, ma pienamente godibile nel suo silenzio, il panorama che si apre dal bastione di Santa Croce, che lo domina. Un mare di tetti spioventi coperti da tegole, incastonati una trama di stradine che s’inerpicano fino al belvedere.

Li domina, ancora più in alto, La Rocca di Castello che qualcuno ancora chiama Castedd’e Susu: il panorama fortificato che si staglia all’ingresso in porto, il custode di un passato di dominazioni e ribellioni, di assalti e occhi sospettosi tesi verso l’orizzonte, da torri e camminamenti. Il colle conservò la sua veste difensiva ufficiale fino al 1861, perdendo progressivamente parte delle strutture originali medioevali, edificate dai Pisani nel 1217 che battezzarono la rocca Castellum Castri. Un nome che si è conservato, mentre le strade interne alle mura, accostate alle rispettive attività commerciali (Ruga Mercatorum, Ruga Marinarorum, Ruga Comunalis ecc.), sono state riconvertite in onore dei personaggi che resero illustre la Sardegna.

Sul versante orientale si schiude una distesa di colori. Scegli allora La fede e il verde di Villanova, per visitare una città nella città. Potessero tornare in vita, gli Impressionisti, li vedresti tra queste viuzze. Cavalletto, sgabello, sguardo assorto, in piccoli densi tocchi evocherebbero la magia di un quartiere dove il tempo si è fermato. Dove i palazzi non esistono, ma tutto scorre tra piccole case a due massimo tre piani, facciate pastello dipinte di fresco, tetto in tegole e terrazzine gioiello nascoste all’occhio dei passanti. E balconi fioriti, dove la domenica si suona. Che diventano muti palchetti, invece, da cui assistere alle dolenti e suggestive processioni della Quaresima. Tra tonache bianche, cappucci, chiese e conventi di un rione da scoprire e anche perdersi, per coglierne l’anima e portarsene un pezzetto nel cuore.

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